de/di Alejandro Céspedes
(trad. Marcela Filippi)
Todo cristal ansía
dividir lo que existe en dos mitades,
pero el vidrio se rompe y el vacío
reclama la succión de ese agujero.
Ahora el mundo se ve con desconfianza,
aquello que está delante
es siempre un territorio inalcanzable.
Hoy en todo se ve su incertidumbre,
son caminos idénticos el que va y el que vuelve.
Ir o venir
es solo la ilusión del caminante.
Y mientras decidimos el destino,
más que la soledad duele el silencio
porque se nutre de él lo que dejamos.
La vida nos desgarra con su hediondo colmillo
—el mismo que el sol usa para alumbrar a veces—
y allí quedas perdido en un espejo
en donde lo imborrable anhela ser tachado
para volver a ser impredecible, pero...
disponerse a borrar en un espejo
se convierte en tarea inacabable.
Se nos rompe el cristal
y únicamente queda lamentarse.
En esta idolatría del fragmento
allí sigues perdido ante ti mismo,
viendo las explosiones
alumbrar todo aquello que se apaga,
con la vida entreabierta,
arrancándote esquirlas de los ojos cerrados.
«Llevo el fragmento en la sangre».
Ogni cristallo ambisce
a dividere ciò che esiste in due metà,
ma il vetro si rompe e il vuoto
invoca l'aspirazione di quella ferita.
Ora si guarda il mondo con diffidenza,
ciò che sta davanti
è sempre un territorio irraggiungibile.
Oggi in tutto si legge la sua incertezza,
sono vie identiche l'andare e il tornare.
Andare o venire
è solo l’illusione del viandante.
E mentre decidiamo il destino,
più della solitudine duole il silenzio,
perché di esso si nutre ciò che lasciamo.
La vita ci sbrana con la sua fetida zanna
—la stessa che il sole usa a volte per illuminare—
e lì rimani perduto in uno specchio
dove ciò che è indelebile brama d'essere infine cancellato
per tornare a essere imprevedibile, ma...
predisporsi a cancellare in uno specchio
diviene un compito interminabile.
ll cristallo si rompe,
e non resta che il lamento.
In questa idolatria del frammento,
lì continui a rimanere smarrito davanti a te stesso,
guardando le esplosioni
illuminare tutto ciò che si spegne,
con la vita in bilico,
strappandoti schegge dagli occhi serrati.
«Porto il frammento nel mio sangue».
(De Taller de relojería. Editorial Averso, Granada 2025)
Nessun commento:
Posta un commento