de/di Santos Domínguez Ramos
(trad. Marcela Filippi)
Pero ya es tarde, cada vez más tarde
Eugenio Montale
Van cayendo, uno a uno, sobre la tierra ausente,
sobre la indiferencia del hielo, sobre el agua,
sobre las tejas rotas de las casas dormidas.
Cuando huele la luz blanca al invierno,
van cayendo en silencio al fondo del espanto
y al viento del abismo.
Descienden en silencio desde el agua nublada
del buitre inalcanzable, desde una multitud
de minutos poblados con copos y ventiscas
sobre la dura tierra indiferente.
Van cayendo uno a uno sobre su propia ausencia,
sobre un tiempo sin tiempo
y su espacio en cenizas vacías de recuerdos.
Son ellos, son los muertos que caen como la nieve
con el pasmo asombrado del frío silencioso.
Son los muertos la nieve que cae desde los puentes
a las gargantas mudas, al hueco de la tierra,
al corazón helado de la noche infinita.
Ma è tardi, sempre più tardi
Eugenio Montale
Cadono, uno a uno, sulla terra assente,
sull'indifferenza del ghiaccio, sull'acqua,
sulle tegole rotte delle case assopite.
Quando la luce bianca profuma d'inverno,
cadono in silenzio nel fondo dello spavento
e nel vento dell'abisso.
Scendono silenziosamente dalle acque impure
dell'avvoltoio irraggiungibile, da una moltitudine
di minuti popolati da fiocchi di neve e bufere
sulla dura terra indifferente.
Cadono uno a uno sulla propria assenza,
sopra un tempo senza tempo
e sul loro spazio in ceneri vuote di ricordi.
Sono loro, sono i morti che cadono come la neve
con la meraviglia profonda del freddo silenzioso.
Sono i morti la neve che cade dai ponti
nelle gole mute, nella cavità della terra,
nel cuore gelato della notte infinita.