giovedì 21 maggio 2026

TRAVESÍA/TRANSITO

de/di Hilario Barrero
(trad. Marcela Filippi)

                I
De qué manera tan suave
y a la vez tan firme
la luz comienza su mañana
colocándose aislada en lo alto del árbol 
que lo destaca y eleva
de entre todos los demás.
Cómo la sombra se arrastra 
poniendo basamento y fundación
desde donde se salva la espesura.
Cómo la respiración de la vida
se mueve entre la hierba
que tiembla adolescente.
El detalle en la naturaleza
que respirando vida, la celebra,
el caos desbordado en la ciudad
que celebrando muerte, la destruye.


In quale modo così lieve
e al tempo stesso così fermo
la luce inizia il suo mattino,
posandosi isolata sulla cima dell'albero
che lo distingue ed eleva
al di sopra di tutti gli altri.
Come l'ombra striscia
ponendo base e fondamento
da cui si salva la boscaglia.
Come il respiro della vita
si muove tra l'erba
in un tremito adolescente.
Il dettaglio nella natura
che, respirando vita, la celebra,
il caos straripante nella città
che celebrando morte, la distrugge.

                             (De Educación nocturna. Editorial Renacimiento, 2017) 

mercoledì 20 maggio 2026

ANTES DE LO ESCRITO/PRIMA DI CIÒ CHE È SCRITTO

(Avant la lettre)

de/di Alfredo Rodríguez
(trad. Marcela Filippi)

NO me dejo inundar por Ella y la contengo,
es mi tesoro de ternura amarga,
mi verdadera libertad sin límites
que mi integridad mantiene en la sombra;

es esta mujer inmortal que habita
como diosa adorada en edades pretéritas
la que se torna severa y exige
mayor serenidad en el espíritu;

bañó al hombre en la sangre de un dragón
y es Ella la que da y refrenda famas
a aquel que se le sabe imponer;

qué pudiera significar placer
que no esté pervertido con mi oro y mi aplauso:
es su busto de pórfido que se transforma en fuego
insuflando la vida
a pesar de los estragos del tiempo;

puedo verla bailar ante la Esfinge
en diluvio de rosas encarnadas,
bebo y bebo hasta caer sin sentido
y la seduzco como la hubiera seducido
el más infatuado amante del mundo


Non mi lascio inondare da Lei e la contengo,
è il mio tesoro di tenerezza amara,
la mia vera libertà senza limiti
che la mia integrità custodisce nell'ombra;

è questa donna immortale che abita
come dea adorata in età remote
colei che si fa severa ed esige
maggiore serenità nello spirito;

bagnò l'uomo nel sangue di un drago,
ed è Lei che dispensa e consacra le glorie
a chi con fermezza le si impone;

che altro sarebbe mai il piacere
se non corrotto dal mio oro e dal mio plauso?:
è il suo busto di porfido che si trasforma in fuoco,
infondendo la vita
malgrado gli oltraggi del tempo;

posso vederla danzare al cospetto della Sfinge
in un diluvio di rose purpuree,
bevo e bevo fino a cader privo di sensi
e la seduco come l'avrebbe sedotta
il più infervorato amante del mondo

                                     (De Ritual de combatir desnudo. Huerga & Fierro)

HAS DESLIZADO UN BESO EN MIS OÍDOS /HAI INSINUATO UN BACIO NEI MIEI ORECCHI

de/di Miguel Ángel Yusta
(rad. Marcela Filippi)

Has deslizado un beso en mis oídos
como última nota de tu música. 
Permaneces desconocida en mí 
con el silencio de tu cuerpo en sombra. 
Callan mis labios la palabra herida, 
temerosa de ti. 
La música de ayer me sabe a llanto, 
pero yo amo esas lágrimas 
en los residuos del amanecer, 
cuando la luz desnuda los recuerdos 
y sólo queda vivo ya el olvido. 
Si dejas que me vaya 
sin que pueda escuchar tu melodía, 
si tu pasión ha muerto, 
créeme, estoy seguro,
 ninguna mano arrancará tus notas. 


Hai insinuato un bacio nei miei orecchi
come ultima nota della tua musica.
Rimani a me sconosciuta
con il silenzio del tuo corpo in ombra.
Tacciono le mie labbra la parola ferita,
timorosa di te.
La musica di ieri ha per me il sapore del pianto,
ma io amo quelle lacrime
nei residui dell'alba,
quando la luce spoglia i ricordi
e vivo rimane soltanto l’oblio.
Se mi lasci andare
senza che io possa ascoltare la tua melodia,
se la tua passione è morta,
credimi, ne sono sicuro,
nessuna mano violerà le tue note.

                                 (De Summarium 25Huerga & Fierro. Madrid 2024)

 

martedì 19 maggio 2026

A LA ENTRADA DEL TEMPLO/SULLA SOGLIA DEL TEMPIO

de/di Javier Mateo Hidalgo
(trad. Marcela Filippi)

A la entrada del templo
surge, sobre la puerta, un extraño alfabeto
de letras románicas horadadas.
Tienen rimas, forman versos,
verdades hechas en piedra.

Son sus monosílabos
traducciones de lo absoluto.
Síntesis de verdades que impresionan
aún, con el paso de los siglos:
“Dios”, “Ya”, “Fin”, “No”.
Sagradas, restrictivas, condenatorias.
Nos recuerdan nuestra
pequeñez
y finitud.
Niños atemorizados, leyéndolas,
volvemos a ser.



Sulla soglia del tempio,
appare sopra la porta, uno strano alfabeto
di lettere romaniche scolpite.
Creano rime, formano versi,
verità fatte di pietra.

I loro monosillabi sono
traduzioni dell'assoluto.
Sintesi di verità che colpiscono
ancora attraverso i secoli:
"Dio", "Già", "Fine", "No".
Sacre, restrittive, condannatorie.
Ci ricordano la nostra
piccolezza
e finitezza.
Bambini spaventati, leggendole,
torniamo a essere.

(De Arquitectura del sueño. Huerga & Fierro, 2024)

 

UNA CARTA/UNA LETTERA

de/di Clara Janés
(trad. Marcela Filippi)
                                                        a Gaetano Chiappini
Las palabras escapan como un río
por la llanura de la página.
Apenas esbozadas
recorren ya otros paisajes,
y otras imágenes caen en su seno
de movedizos reflejos
que solo en lo virtual
se nos ofrecen.
En la caverna de la infancia
seguimos aterrados
porque la sombra del agua
no es ni siquiera soporte
de los visos flotantes
de los conceptos.
Perpetua es nuestra ignorancia.
Perpetua la incompletitud.
Perpetuo nuestro anhelo
de rebasar la fuga.



                                               a Gaetano Chiappini
Le parole scivolano via come un fiume
lungo la pianura della pagina.
Appena abbozzate,
già percorrono altri paesaggi,
e altre immagini cadono nel loro grembo
di instabili riflessi 
che soltanto nel virtuale
si mostrano a noi.
Nella caverna dell'infanzia,
continuiamo a tremare
perché l'ombra dell'acqua
non è nemmeno sostegno
ai cangianti riflessi
dei pensieri.
Perpetua è la nostra ignoranza.
Perpetua è l'incompletezza.
Perpetuo è il nostro anelito
di valicare la fuga.


                                  (De Resonancias. Catedra, Letras Hispánicas, 2022)

SI AQUEL AMOR CRECIÓ TANTO/SE QUELL'AMORE È CRESCIUTO COSÌ TANTO

de/di Víctor Jiménez
(trad. Marcela Filippi)

Si aquel amor creció tanto,
no fue por lo que vivimos.
Fue más por lo que soñamos.

Me encuentro, a veces, su foto.
Y me digo, sin dolor,
que ya es nadie quien fue todo.

A ver quién me explica esto:
que ya no quiera ni verla,
pero la busque en mis sueños.



Se quell'amore è cresciuto così tanto,
non è stato per ciò che abbiamo vissuto.
Fu piuttosto per ciò che abbiamo sognato.

Mi capita a volte la sua foto.
E mi dico, senza dolore,
che è ormai nessuno chi un tempo fu tutto.

Chissà chi saprà spiegarmi questo:
che io non voglia nemmeno più vederla,
eppure la cerchi ancora nei miei sogni.


(De El agua de las piedras. Antología 1984-2022. Valparaíso Ediciones)

mercoledì 13 maggio 2026

ESA LÁGRIMA/QUELLA LACRIMA

de/di Isabel Fernández Bernaldo de Quirós
(trad. Marcela Filippi)

Esa lágrima
que dice ser
latido feliz
partícula de aire
velo de lluvia
golpe de luz

Finge

Finge en el frágil lecho de sus ojos.
El desamparo y la tristeza
allí dormitan.

¿Lágrima ebria de sí?



Quella lacrima
che dice di essere
palpito felice
particella d'aria
velo di pioggia
colpo di luce

Finge

Finge nel fragile letto dei suoi occhi.
Desolazione e tristezza
lì si assopiscono.

Lacrima ebbra di sé?


                 (De Una mujer a contraluz. Ondina Ediciones, 2026)