(Avant la lettre)
de/di Alfredo Rodríguez
(trad. Marcela Filippi)
NO me dejo inundar por Ella y la contengo,
es mi tesoro de ternura amarga,
mi verdadera libertad sin límites
que mi integridad mantiene en la sombra;
es esta mujer inmortal que habita
como diosa adorada en edades pretéritas
la que se torna severa y exige
mayor serenidad en el espíritu;
bañó al hombre en la sangre de un dragón
y es Ella la que da y refrenda famas
a aquel que se le sabe imponer;
qué pudiera significar placer
que no esté pervertido con mi oro y mi aplauso:
es su busto de pórfido que se transforma en fuego
insuflando la vida
a pesar de los estragos del tiempo;
puedo verla bailar ante la Esfinge
en diluvio de rosas encarnadas,
bebo y bebo hasta caer sin sentido
y la seduzco como la hubiera seducido
el más infatuado amante del mundo
Non mi lascio inondare da Lei e la contengo,
è il mio tesoro di tenerezza amara,
la mia vera libertà senza limiti
che la mia integrità custodisce nell'ombra;
è questa donna immortale che abita
come dea adorata in età remote
colei che si fa severa ed esige
maggiore serenità nello spirito;
bagnò l'uomo nel sangue di un drago,
ed è Lei che dispensa e consacra le glorie
a chi con fermezza le si impone;
che altro sarebbe mai il piacere
se non corrotto dal mio oro e dal mio plauso?:
è il suo busto di porfido che si trasforma in fuoco,
infondendo la vita
malgrado gli oltraggi del tempo;
posso vederla danzare al cospetto della Sfinge
in un diluvio di rose purpuree,
bevo e bevo fino a cader privo di sensi
e la seduco come l'avrebbe sedotta
il più infervorato amante del mondo
(De Ritual de combatir desnudo. Huerga & Fierro)
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