sabato 3 luglio 2021

ATALAYA/SENTINELLA

 de/di Alejandro Oliveros

(trad. Marcela Filippi)


No ha debido ir a la guerra

Agamenón. Esa hija no

será olvidada. Y a una reina

no se ultraja impunemente.


Poco le costaba postergar

la partida y quedarse unos

días en Argos, al lado 

de la alba hija de Tíndaro;


convencerla de la voluntad

de los dioses, llenarla

de caricias, hacerla reír,

decirle algo, mentirle.


Pero pudo más la vanidad

que la prudencia. La ceguera

sobre sus ojos como yunque

del cojo Hefesto. En mala hora


zarpaste Agamemón. El más

triste de los días, después

de malograr a Ifigenia,

la amada de Clitemnestra.


Ahora no sé qué va a pasar

cuando regreses. Bajo la red

de las estrellas he visto

el exceso en tu palacio.


Mejor haber nacido ciego

y alejado. Ojalá la luz

de la antorcha no llegue a Argos

o no esté yo ahí para verla.


Non sarebbe dovuto andare in guerra

Agamennone. Quella figlia non

sarà dimenticata. E a una regina

non la si oltraggia impunemente.


Poco gli sarebbe costato posticipare

la sua partenza e rimanere alcuni

giorni ad Argo, accanto 

alla pallida figlia di Tindaro;


convincerla sulla volontà

degli dei, riempirla

di carezze, farla ridere,

dirle qualcosa, mentirle.


Ma fu più forte la vanità 

che la prudenza. La cecità

nei suoi occhi come incudine

dello zoppo Efesto. Hai salpato


nell'ora sbagliata Agamennone. 

Nel più triste dei giorni, dopo

aver rovinato Ifigenia,

l'amata di Clitennestra.


Ora non so cosa accadrà

quando tornerai. Sotto la rete

delle stelle  ho visto

l'eccesso nel tuo palazzo.


Meglio essere nati ciechi

e lontano. Volesse il cielo 

che la luce della torcia non arrivi

 ad Argo o che io non sia  lì per vederla.


                                                                            (de Espacios en fuga. Editorial Pre-Textos 2012)

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