sabato 4 novembre 2017

Accarezzami.../Acaríciame...

di/de Alda Merini
(trad. Marcela Filippi)

Accarezzami, amore ma come il sole che tocca la dolce fronte della luna. Non venirmi a molestare anche tu con quelle sciocche ricerche sulle tracce del divino. Dio arriverà all'alba se io sarò tra le tue braccia.

Acaríciame, amor
pero como el sol
que toca la dulce frente de la luna.
No vengas a molestarme tú también
con esas tontas búsquedas
en los rastros de lo divino.
Dios llegará al alba
si estoy en tus brazos.

La cosa più superba.../Lo más grandioso

di/de Alda Merini
(trad. Marcela Filippi)


La cosa più superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l'anima si getta all'avventura.
Lui tace nel tuo grembo
come riassorbito dal sangue
che finalmente si colora di Dio
e tu preghi che taccia per sempre
per non sentirlo come un rigloglio fisso
fin dentro le pareti.




La cosa más soberbia es la noche
cuando caen los últimos miedos
y el alma se lanza a la aventura.
Él calla en tu vientre
como reabsorbido por la sangre
que finalmente se tiñe de Dios
y tú ruegas que calle para siempre
para no sentirlo como lozanía fija
hasta dentro de las paredes.

venerdì 3 novembre 2017

In the morning you always come back

di/de Cesare Pavese
(trad. Marcela Filippi)

Lo spiraglio dell’alba respira con la tua bocca in fondo alle vie vuote. Luce grigia i tuoi occhi, dolci gocce dell’alba sulle colline scure. Il tuo passo e il tuo fiato come il vento dell’alba sommergono le case. La città abbrividisce, odorano le pietre – sei la vita, il risveglio.
Stella sperduta nella luce dell’alba, cigolio della brezza, tepore, respiro – è finita la notte.
Sei la luce e il mattino.

El resquicio del alba
respira con tu boca
al fondo de las calles vacías.
Luz gris tus ojos,
dulces gotas del alba
sobre las colinas oscuras.
Tu paso y tu aliento
como el viento del amanecer
sumergen las casas.
La ciudad estremece,
huelen las piedras-
eres la vida, el despertar.

Estrella perdida
en la luz del alba,
estridencia de la brisa,
calidez, aliento -
la noche ha terminado.

Tú eres la luz y la mañana.

giovedì 2 novembre 2017

Senza di me/Sin mí

di/de Renzo Paris
(trad. Marcela Filippi)

Senza di me, poesia, da sola
andrai tra la gente, con l’abito
dell’esule. Non vergognarti

di alcuno dei miei peccati. Vai,
e se qualcuno si ricorda di me
non dire che vivo, lascia

intonsi i nostri segreti. Sospira
per avermi perduto, ma senza pianto.
La poesia discende da una mente

serena. Scrivere versi richiede
pace e solitudine e io sono preda
del vento brumoso. Va’ poesia,

saluta Roma per me.


Sin mí, poesía, sola
irás entre la gente, con el vestido
del exiliado. No te avergüences

de algunos de mis pecados. Ve,
y si alguien se recuerda de mí
no digas que vivo, deja

intonsos nuestros secretos. Suspira
por haberme perdido, mas sin llanto.
La poesía desciende de una mente

serena. Escribir versos requiere
paz y soledad y yo soy presa
del viento brumoso. Ve poesía

saluda Roma por mí.

mercoledì 1 novembre 2017

PERSEFONE/PERSÉFONE

di/de Renzo Paris
(trad. Marcela Filippi)
Gli amori finiti ricompaiono all'alba
lucidati dalla memoria. Sono volti
decomposti dall'ossessivo desiderio
di chi dopo avermi molto amato
mi ha odiato fino al silenzio.
Chi sa se pensano ancora
devote a quel ragazzo a vita
dalle voglie annuvolate
che ha devastato i loro sogni
binari. Non guida più il gioco
Venere, è giunto il tempo
della minacciosa Persefone
Los amores acabados reaparecen al alba
pulidos por la memoria. Son rostros
descompuestos por el obsesivo deseo
de quien después de haberme mucho amado
me ha odiado hasta el silencio.
Quién sabe si todavía piensan
devotas en aquel muchacho por vida
de nublados deseos
que devastó sus sueños
binarios. No conduce más el juego
Venus, llegó el tiempo
de la amenazante Perséfone.

Pareciera/Sembrerebbe

(trad. Marcela Filippi)

¡Qué bella y qué triste es la nostalgia del cielo!
Pareciera que su llanto se robara los azules,
que su grisácea beatitud
se enquistara en los rincones del ser,
que los pájaros fueran unos simples gorjeos asfixiados
en la languidez de las nubes
fluyendo penas.
Pareciera -también- una carbonilla esbozando penas,
justo cuando
todo está
más allá de la dimensión humana.


Che bella e triste è la nostalgia del cielo!
Sembrerebbe che il suo pianto rubasse gli azzurri,
che la sua grigia beatitudine
stagnasse negli angoli dell'essere,
che gli uccelli fossero dei semplici gorgheggi asfissiati
nel languore delle nuvole
facendo fluire pene.
Sembrerebbe - anche - carbonella abbozzando dispiaceri,
proprio quando
tutto è
oltre la dimensione umana.

Sono una creatura/Soy una criatura

di/de Giuseppe Ungaretti
Valloncello di Cima il 5 agosto 1916
(trad. Marcela Filippi)

Come questa pietra
del S. Michele così fredda così dura così prosciugata così refrattaria così totalmente disanimata
Come questa pietra è il mio pianto che non si vede
La morte si sconta vivendo

Como esta piedra
del S. Michele*
tan fría
tan dura
tan desaguada
tan refractaria
tan totalmente
inanimada

Como esta piedra
es mi llanto
que no se ve

La muerte
se paga
viviendo

*Il Monte San Michele è conosciuto per le numerose battaglie durante la Prima Guerra Mondiale
*El Monte San Michele es conocido por las numerosas batallas durante la Primera Guerra Mundial