sabato 23 novembre 2019

AL COYOTE

de/di Jorges Luis Borges
(trad. Marcela Filippi)
Durante siglos la infinita arena
de los muchos desiertos ha sufrido
tus pasos numerosos y tu aullido
de gris chacal o de insaciada hiena.
¿Durante siglos? Miento. Esa furtiva
substancia, el tiempo, no te alcanza, lobo;
tuyo es el puro ser, tuyo el arrobo,
nuestra, la torpe vida sucesiva.
Fuiste un ladrido casi imaginario
en el confín de arena de Arizona
donde todo es confín, donde se encona
tu perdido ladrido solitario.
Símbolo de una noche que fue mía,
sea tu vago espejo esta elegía.
Durante secoli l’infinita sabbia
dei tanti deserti ha subito
i tuoi passi numerosi e il tuo ululato
di grigio sciacallo o d’insaziabile iena.
Durante secoli? Mento. Quella furtiva
sostanza, il tempo, non ti si accosta, lupo;
tuo è il puro essere, tua la gaiezza,
nostra, la goffa vita successiva.
Sei stato un latrato quasi immaginario
nel confine di sabbia dell'Arizona
dove tutto è confine, dove si esaspera
il tuo sperduto latrato solitario.
Simbolo di una notte che fu mia,
sia il tuo vago specchio questa elegia.
(de El oro de los tigres)

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