VII
de/di Alejandro Céspedes
(trad. Marcela Filippi)
Esto sucederá,
sucederá.
No lo veremos.
El ojo incalculable se ha cerrado.
Desiste el relojero
de intentar de encontrar los mecanismos
que encajen uno en otro
para salvar al mundo de sus propios verdugos.
Somos imperadores en un reino esquilmado
incapaces de oír lo que el silencio grita,
incapaces de ver lo que los ojos ciegan.
¿Por dónde comenzaríamos
a reparar un mundo tan deforme?
¿Cómo expresar con palabras
el silencio que nos nombra?
Un reloj de pared averiado
da las doce campanadas.
Francis Ponge se equivocó.
Hubiese sido mejor ser mago que relojero.
Questo succederà,
succederà.
Non lo vedremo.
L'occhio smisurato si è chiuso.
Desiste l'orologiaio
nel tentare di cercare i meccanismi
che si incastrino tra loro
per salvare il mondo dai suoi stessi carnefici.
Siamo imperatori di un regno depredato,
incapaci di sentire ciò che il silenzio grida,
incapaci di vedere ciò che gli occhi accecano.
Da dove inizieremo
a sistemare un mondo così deforme?
Come esprimere a parole
il silenzio che ci nomina?
Un orologio da muro avariato
batte dodici rintocchi.
Francis Ponge si è sbagliato.
Sarebbe stato meglio essere mago che orologiaio.
(De Taller de relojería. Editorial Averso, Granada 2025)
Nessun commento:
Posta un commento