de/di Gonzálo Rojas
(trad. Marcela Filippi)
No tenemos talento, es que
no tenemos talento, lo que nos pasa
es que no tenemos talento, a lo sumo
oímos voces, eso es lo que oímos: un
centelleo, un parpadeo y ahí mismo voces. Teresa
oyó voces, el loco
que vi ayer en el Metro oyó voces.
¿Cuál Metro si aquí no hay Metro? Nunca
hubo aquí Metro, lo que hubo
fueron al galope caballos
si es que eso, si es que en este cuarto
de tres por tres hubo alguna vez caballos
en el espejo.
Pero somos precoces, eso sí que somos, muy
precoces, más
que Rimbaud a nuestra edad; ¿más?,
¿todavía más que ese hijo de madre que
lo perdió todo en la apuesta? Viniera y
nos viera así todo sucios, estallados
en nuestro átomo mísero, viejos
de inmundicia y gloria. Un
puntapié nos diera en el hocico.
Non abbiamo talento, il fatto è che
non abbiamo talento, quel che ci succede
è che non abbiamo talento, al massimo
sentiamo voci, questo è quel che sentiamo: un
luccichio, un battito di ciglia e lì immediatamente voci. Teresa
sentì voci, il matto
che ho visto ieri nella Metro sentì voci.
Quale Metro se qui non c'è la Metro? Mai
c'è stata qui la Metro, quel che ci fu
furono cavalli al galoppo
se mai questo, se mai in questa stanza
di tre metri per tre ci furono un tempo cavalli
nello specchio.
Ma siamo precoci, questo è ciò che siamo, molto
precoci, più
di Rimbaud alla nostra età; di più?,
ancor più di quel figlio di madre che
ha perso tutto alle scommesse? Se venisse e
ci vedesse così, tutti lerci, esplosi
nel nostro misero atomo, vecchi
di immondizia e gloria. Ci
darebbe un calcio dritto nel ceffo.
(De Antología poética: Biblioteca Premios Cervantes. Edición 2004)
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