giovedì 2 aprile 2026

OLOCENE/HOLOCENIO

di/de Nino Iacovella
(trad. Marcel Filippi)

Il respiro della pianura varcava i tramonti,
le albe, una macchia di luce il sole

Lì apparve la lunga coda degli umani,
nomadi in cerca di nuova terra

Avevano il sale tra le labbra,
portavano in spalla le radici
di una pianta chiamata dolore

Con le mani raccolsero il seme della pietra
per nasconderlo dietro la schiena

Come sogni, forme nella nebbia,
le prime parole bruciano il fiato
per chiamare il fuoco



El aliento de la llanura cruzaba los ocasos,
los amaneceres, un destello de luz el sol.

Allí apareció la larga hilera de humanos,
nómadas en busca de una nueva tierra.

Tenían sal en los labios,
a cuestas cargaban las raíces
de una planta llamada dolor.

Con las manos recogieron la semilla de la piedra
para ocultarla tras la espalda.

Como sueños, formas en la niebla,
las primeras palabras calcinaron el hálito
para invocar al fuego

(Da La parte arida della pianura. Edizioni Pietre Vive, febbraio 2026)

 

PRÍNCIPE DE AQUITANIA, EN SU TORRE ABOLIDA/PRINCIPE D'AQUITANIA, NELLA SUA TORRE ABOLITA

de/di Jaime Gil de Biedma
(trad. Marcela Filippi)

Una clara conciencia de lo que ha perdido,
es lo que le consuela. Se levanta
cada mañana a fallecer, discurre por estancias
en donde sórdamente duele el tiempo
que se detuvo, la herida mal cerrada.
Dura en ningún lugar este otro mundo,
y vuelve por la noche en las paradas
del sueño fatigoso... Reino suyo
dorado, ¡cuántas veces
por él pregunta en la mitad del día,
con el temor de olvidar algo!
Las horas, largo viaje desabrido.
La historia es un instante preferido,
un tesoro en imágenes, que él guarda
para su necesaria consulta con la muerte.
Y el final de la historia es esta pausa.


Una chiara consapevolezza di ciò che ha perso
è ciò che lo consola. Si alza
ogni mattina per perire, percorre le stanze
dove silenziosamente duole il tempo 
che si è fermato, la ferita non guarita.
Non dura in nessun altro luogo quest'altro mondo, 
e ritorna di notte nelle pause
di un sonno faticoso... Il suo Regno 
dorato, quante volte
lo interpella a metà giornata,
con il timore di dimenticare qualcosa!
Le ore, lungo viaggio affievolito.
La storia è un istante preferito,
un tesoro di immagini, che custodisce
per la sua necessaria consultazione con la morte.
E la fine della storia è questa pausa.

(De Las personas del verbo. Editorial Galaxia Gutenberg)