sabato 17 marzo 2018

“Aeterne pungit, cito volat et occidit”...

de/di Miguel Sánchez-Ostiz
(trad. Marcela Filippi)



Duerme el caballero su sueño de fortuna
y es risueño el ángel que, más que velarle,
le avisa de esas flechas del miedo
que vuelan no ya a mediodía,
sino a cualquier hora,
las que eternamente hieren,
veloces vuelan y matan...
Y en la mesa, los talismanes, las vanidades,
la cacharrería del alma, el nido de la urraca,
reliquias de gozos y dones irrenunciables,
el botín de la vida,
las cosas que a tu ruego te van a decir
que has sido algo, que has vivido
lo suficiente y como has podido,
las cosas, esas que callan cuando te alejas.


Dorme il cavaliere il suo sonno di fortuna
ed è sorridente l'angelo che , più che vegliarlo,
lo avvisa di quelle frecce della paura
che volano non più a mezzogiorno,
ma a qualsiasi ora,
quelle che feriscono eternamente,
veloci volano e uccidono ...
E sul tavolo, i talismani, le vanità,
la bottega di ceramiche dell'anima, il nido della gazza,
reliquie di piaceri e doni irrinunciabili,
il bottino della vita,
le cose che a tua richiesta ti diranno
che sei stato qualcuno, che hai vissuto
abbastanza e come hai potuto,
le cose, quelle che tacciono quando ti allontani.

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